L'acqua di un fiume, ristretta tra due rive è libera di scorrere...al chiaro di Luna o allo splendere del Sole, eccitando contrastanti condizioni di pensiero. La bellezza che si percepisce somiglia alla libertà che l'Uomo, con la coscienza che abita...cerca un Limbo di Vita Matura. Il fiume con le due sponde...in allegoria è come l'uomo dualistico per natura, che cerca "effluvi" sempre più sottili di lui, per progettare come dei figli concetti di pensiero, in armonia del saper vivere.
Il fiume porta le acque sempre nel mare...come i pensieri dell'uomo che vogliono nuotare nel " mare " dello spirito, per allenarsi per essere nel poi in regola, con ciò che il " cielomare " promette. Ogni tipo di allegoria aiuta a comprendere cose più grandi di noi...e una volta raggiunte...nuove allegorie più sottili che prima non comprendevamo saranno alla nostra portata. Da una sorgente nasce un fiume che con i suoi affluenti diventa un grande fiume...ma per tornare alla sorgente occorre andare controcorrente come il barcaiolo... Sembra un gioco...ma lo spirito dovrebbe essere proprio quello di giocare, con l'intendimento di saper sempre di più...ragionare. Lanciascudo
Dante e il suo poema, affresco di Domenico di Michelino nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore, Firenze (1465)
Spesso si hanno visioni...o meglio ancora esperienze dirette di cosa è un amore "integrale",perché quando si ama si cerca di mettere una cintura di sicurezza intorno all'oggetto che sentiamo ci completa, per preservarlo, per avere la capacità di percepire questa ebrezza, che si delinea in ogni ambito del nostro sentire. Quanta passione...spesso mascherata da possessione, e se ne prendi atto per un po di coscienza ( se si è onesti intellettualmente ) si cerca di bilanciare questa "malattia" con quella capacità del cuore, per allentare tentacoli morbosi ed ingombranti, per fruire a pieno del gioioso e tenero gioco, di un sottile amore. Certo è...se si è coscienti di come gestire un rapporto...( la psiche elabora sempre l'intenzione prevalente, del nostro soggetto di piacere...) se la "direttiva mentale" è del solo erotismo come piacere fino a se stesso...oppure si cerca quel sottile contatto con aspetti ampliati dei sentimenti...oltre il "comune senso del pudore", cioè un rapporto animico dove tutto è armonico, e dove l'erotismo ha quel posto giusto ed equilibrato. Ma l'uomo...come sappiamo è l'unico animale con forme mentali cognitive...un essere fortunato. Sa trasformare dentro e fuori di se, da uno stato ad un'altro forme mentali e di materia...( per esempio trasforma i cibi per ogni cosa ha di bisogno il corpo...) è di per se un essere straordinario...quando è cosciente...! Con il suo "limitato libero arbitrio", può toccare ed entrare nel cielo...oppure andare nei piani infra dimensionali, senza più essere a contatto con la luce...per sempre. Ci viene in mente la Divina Commedia... Inferno canto 1,7,8,9. Tant'è amara per poco è più morte; ma per trattar del ben ch'i' vi trovai, dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte. Dante si riferisce alla seconda morte, quella dell'anima e dello spirito, di coloro che diventano dannati senza più appello, morte totale, per aver sempre rinnegato Dio e le sue leggi. Lanciascudo
E' dallo sguardo amletico in cui aleggia una coscienza del sapere del funzionamento dell'universo, della sua gerarchia...!
Oltre i confini... dove nasce la cellula... primo elemento da cui si forma la materia...! " Spesso sguardi e sorrisi parlano di questa realtà ancestrale...di cui è formato l'universo ". Perché sguardi e sorrisi... provengono da LI...!
loro lingua ancestrale,con un po' di spagnolo e con grandi e Lanciascudo Gli Indios comunicano nella loro lingua ancestrale...il Kuna, con grandi e cordiali sorrisi di empatia con tutto ciò con cui vengono a contatto...e poche parole!
E' facile pronunciare un simile augurio...se non fosse che spesso viene banalizzato come una opulenta festa di divertimento. Eppure...da oltre 2000 anni è noto che Dio ha mandato sulla Terra una parte di Se...un Figlio, per aiutare l'umanità ad una maggiore comprensione delle regole, con cui si ritorna in Paradiso. Difatti...tutta la vita del Maestro, nascita, vita, morte e risurrezione è tutta una mappa per far scoprire alla nostra anima quell'amore divino, presupposto per un ritorno nella Eterna Vita. Certo che si può mangiare, bere, ballare, tutto è congeniale per un ristoro in allegria, per le tante ansie della vita. Ma il Natale è soprattutto un proponimento e preparazione per far nascere in noi o ampliare, quella capacità che il Cristo può darci, per un cammino più spedito nella Luce. Come tutte le cose...per i pochi è già nato...per i molti succederà, ne dovranno prendere coscienza. E quindi anche noi possiamo farlo...anche se siamo molto piccoli...perché anche questo è noto...possediamo quella Scintilla Divina come nostra speranza, che se risvegliata possiamo riuscire nell'intento. Ma il Natale è nelle "porte" dell'uomo...parti sensibili come il cuore che possono essere creativi, teneri e amorevoli, per esercitare quella speranza in vista di un travaglio, anticamera di una metamorfosi che racchiude tutta la bellezza di conoscere il Cristo, nel proprio intimo, come esperienza metafisica del Figlio che ritrova il Padre. Questo è o dovrebbe essere l'impegno primario dell'uomo che cerca la redenzione...questo è l'impegno che ad ogni Natale rinnova chi vuole evadere dalla materia, per vivere per sempre nel mondo dello spirito Originale. NATALE 2017 Lanciascudo
Il problema della vita è di arrivare ad una esistenza impersonale, quando questo accade, tutto ciò che pensavamo del bene e del male, non ha più valore...perché supera ogni immaginazione. Quella particolare condizione di essere è sempre sotto l'egida di una armonia di pensieri, opere e amori...si perché è l'inizio di una "nuova vita", in cui l'amore sprigiona tutte le caratteristiche a lei peculiari...cioè la Creazione dell'Universo. Quando la vita si vive con questo tipo di coscienza...l'amore non è più esterna a noi...non pensiamo all'amore come un desiderio da esternare o consumare...ma segue le caratteristiche di un fare in cui l'innamoramento è creazione è cosa reale...è fusione continua del nostro dualismo, in ogni aspetto della vita.
Una simile coscienza è il risultato di un duro lavoro su noi stessi, e cosa che non si pensa,...è necessario l'aiuto di un maestro che sappia estrapolare e mettere in luce...le cose da fare per un saggiocammino spirituale...per la riuscita del nostro intimo desiderio. Come si trova un maestro capace, di qualità, in maestro vero che sappia abitare e vivere nel mondo visibile ed invisibile...e per questo idoneo?... Certo la tradizione ci induce a capire che è il maestro che cerca i suoi allievi...quelli meritevoli di aiuto per il traguardo...ma occorre "darsi da fare"...cercare di farsi vedere, con opere e azioni meritevoli..."giorno e notte" sempre in preghiera, in adorazione, con animo sincero per riuscire...! Poi quando succede che il Maestro il Cristo, posa su di te la Sua disponibilità per aiutarti...non lasciare più la presa, è una prima vittoria un primo esame superato, ma è solo un inizio. Non è importante cosa si fa nella vita...non è importante a quale razza si appartiene...non è importante se si è uomini o donne, quello che importa è avere un'anima sincera, per andare oltre il deperibile della materia...e solo il Cristo può aiutarti alla bisogna.
Aiutati che Dio ti aiuta...non è una frase ad effetto...ma se lo vuoi veramente, è il Tuo passaporto per studiare le leggi metafisiche che regolano l'Universo.
L'Amore non sbaglia mai... quando si è arsi dal desiderio come espressione di una intenzione di congiungersi con l'altro...ma è amore, si è una tipologia di amore. Perché poi si scopre che era solo un'attrazione di cellule, che per la loro caratteristica di vita vivono elettricamente, quindi quando una "tempesta di elettromagnetismo" rivela il desiderio carnale...spesso si scambia per un innamoramento che si concluderà con un amore più vero o sentimentale. Certo se evitiamo con cura un discorso moralistico, sappiamo che ogni esperienza è " acqua sicura per la nostra coscienza", a patto che si compiono le esperienze...per quello che sono. Se si vuol sapere se la minestra ha ancora bisogno di sale...è noto che occorre assaggiarla...cosi è la vita, che è fatta di percezioni, intuizioni, slanci, e tutto ciò che il nostro D.N.A. ci consente. Quindi...ogni passione, amore, sentimenti e quant'altro, non sono buoni o cattivi...ma cercare di comprendere in anticipo quali sono funzionali e dinamici per la propria coscienza. Poltrire con i propri pensieri e intuizioni, senza metterli nella realtà della vita, vuol dire di ritrovarsi sempre più povero sul piano della coscienza esistenziale. Sappiamo che le reazioni inconsce della mente...ed anche l'istinto non sono sufficienti, non garantiscono una reale interpretazione delle vita per i nostri interessi. Occorre quindi uscire dal "sonno astrale", uscire da noi stessi per osservare e riconoscere aspetti della nostra vita automatica e ripetitiva, per prendere le contromisure necessarie per una vita più cosciente. Lanciascudo
Una mia descrizione interpretativa del dipinto di Gauguin - Giovane Tahitiana col Ventaglio. Non è solo una modella...la sua non naturale seduta conferma la forza della sua gente. Lo sguardo denota come un " essere che è ", come se psiche e forma sono compenetrate in unica cosa...e non è triste...è cosi. Spalle forti e seno nudo, come è nuda la natura, i capelli come una "macchia che vegeta". E' in veste bianca...come purezza di intenti senza mestiere, come "bere un bicchiere d'acqua quando si ha sete" e in quei luoghi si ha spesso sete. Il ventaglio di piume è simbolo di leggerezza del proprio essere e che usandolo, allontana "contrarietà in arrivo". Le mani forti e perenni per artigianali lavori...ma che hanno agilità per le carezze. Sede su " trono di legno" che da quel tenore di complicità del suo sapere...ma non è banale, è cercata dall'amore, che la sua natura gli concede. Lanciascudo
De Chirico. Il Re della meta fisica. " Da sempre ti cercai o sacra Musa tu che sai riflettere la forma e la non forma di chi è sempre nella cerca ". " Ora il tirocin è già finito e puoi gioire... il lavoro è andato a buon fine per entrambi e potrai testimoniare ai posteri "che verità tra le tue vesti ha preso luce ". " Lascio la carne al testimon fedele della altrui vita a colui che vorrà investigar tra le tue messi dove semi e spine sapranno far rinascere un'anima felice ". " Il cerchio della vita si è compiuto e si riparte ignudo di ogni arte la catena dell'amore non si ferma continua il gioco, per fare altri uomini felici ".
Martha Robin Non è facile superare le dinamiche della propria personalità...con la quale si pensa di aver sempre ragione. L'umiltà si ricerca ma occorre stare attenti...perché spesso è l'ego che ti "aiuta ad essere umile, per legarti sempre più ad una logica che "imbavaglia" l'uomo. Sei sicuro di te...parli di essere umile...e ne fai anche propaganda...della tua fede di umiltà, ma non è così...non è sufficiente per esserlo veramente. Si inizia ad essere umili quando nei rapporti con gli altri, che siano di interesse o di altri argomenti...non si affaccia più un RetroPensierodiInteresse, questa è un " boa che bisogna doppiare " per avere i primi risultati DE VISU. Una vita mistica è per sua natura legata al dolore...perché il trasporto spirituale va oltre i comuni sentimenti umani...e il corpo fa fatica a seguire...! Certo non tutti i mistici sono uguali...ma tra coloro che riescono a contattare il Maestro in forma concreta...la sua vita diventa una serie di metamorfosi dolorose...ma liberatrici. Prendiamo un esempio...ma come esempio si intende...della misticaMarta (Marthe Louise) Robin (Châteauneuf-de-Galaure, 13 marzo1902 – Châteauneuf-de-Galaure, 6 febbraio1981) è stata una misticacattolicafrancese leggete la sua biografia. La sua vita è edificante...si complica verso il 1930...quando il suo apparato digerente è raggiunto dalla malattia, Martha non può più ingerire nessun tipo di cibo....eppure non muore, come riesce a vivere per oltre cinquanta anni...? L'Eucarestia è il suo unico alimento...solo l'Ostia una volta alla settimana...sarà il suo cibo, diceva, Gesù è lui che mi nutre. Lei lo vive...nelle sue carni un passo del Vangelo di Giovanni c.6,35. " Io sono il pane della vita. Chiunque viene a me non avrà più fame; chi crede in me non avrà più sete". E' evidente che è un pane molto speciale...un tipo di alimento così sottile...che nel proseguo ti farà vivere in Eterno. Sono molti i mistici Donne e Uomini che si mettono alla prova con una indomita fede nella propria coscienza, sono loro, con le loro vite che prendono per mano i prossimi che verranno. I Mistici spesso li troviamo in ogni sperduto luogo del pianeta...o in ogni luogo, che anche noi frequentiamo. Quando tutto è così semplice nei cuori...quando l'amore vive la sua purezza...sono segni di una prossima chiamata, per essere invitati alla mensa del Signore. Nella fervida attesa...chi è ancora fuori...conoscerà le prove per conoscere pian piano la Luce. Ritiriamoci nel nostro intimo profondo...per assaporare a che punto è la nostra coscienza. Mai niente è perduto...rallegriamoci, la "vita e la morte sono guance dello stesso viso"...questo per dire che viviamo in materia...ma possiamo contemporaneamente abitare in noi il Divino. #Lanciascudo.
Da leggere...mentre si ascolta la musica... La musica si eleva "come l'acqua quando bolle" come un ballo che incita ad aprire il cuore... * * * * * E tutto non finisce se un po di luce rimane in comunione. #Lanciascudo